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UN GIGANTE IN CITTÀ : CURIOSITÀ SUL NETTUNO DI BOLOGNA

Statua del Nettuno, fontana del Nettuno, il Nettuno, il Zigànt (gigante in dialetto bolognese) .. tanti sono i soprannomi ed i nomignoli dati a questo monumento, ormai icona di Bologna. Peccato che in realtà siano tutti errati. Il vero nome del monumento, infatti, sarebbe Fonte Pia e non ha nulla a che fare con la bellissima statua di bronzo del dio del mare ma ricorda il committente dell’opera, ovvero Papa Pio IV, al secolo Giovanni Angelo de’ Medici. Questo non è certo l’unica stranezza di una statua che, come molti notano con curiosità, rappresenta il dio del mare in una città senza mare; in realtà l’acqua a Bologna c’è e c’è stata, usata sapientemente dai Bolognesi per l’economia cittadina della seta.

Tornando alla nostra fontana, fu fatta costruire a partire dal 1563 per volontà del Papa con uno scopo ben preciso fatto incidere nel marmo alla base del monumento e leggibile ancora oggi: FORI ORNAMENTO, cioè abbellimento della piazza. Attorno a tutto il basamento in marmo sono state poi inserite altre informazioni, ancora leggibili, sull’uso della fontana e sul suo pagamento : AERE PUBLICO : grazie ai soldi cittadini POPULI COMMODI : ad uso del popolo bolognese MDLXIIII : 1564. Queste incisioni non sono le uniche a raccontare la ‘nascita’ del monumento, ce ne sono infatti altre 4 in bronzo al livello dei visi delle sirene e ricordano i principali protagonisti del progetto : PIUS IV PONT MAX : Papa Pio 4° PETRUS DONATUS CAESIUS GUBERNATOR : il Cardinale Pier Donato Cesi, vice legato cittadino CAROLUS BORROMEUS CARDINALIS : Il Cardinale legato Carlo Borromeo S.P.Q.B. : il reggimento di Bologna

In realtà, però, i veri protagonisti della costruzione di questa fontana furono altri : l’artista belga Jean du Boulogne, conosciuto come Gianbologna; il siciliano Tommaso Laureti, che capì come alimentare gli augelli della fontana attrverso l’acqua raccolta in una vasca sotterranea sui colli attorno la città (la conserva di Valverde) ed il fonditore del bronzo Zenobio Portigiani. Piccola curiosità : il lavoro della fonte Pia fu, per il Gianbologna, una sorta di ripiego dato che avevo perso pochi anni prima, nel 1560, la gara per il progetto di una fontana del Nettuno per i De’Medici in Piazza della Signoria a Firenze.

Prima che sulle scritte dei committenti, probabilmente lo sguardo si ferma su quattro statue di bronzo abbastanza sexy. Le quattro nereidi, o sirene, che cavalcano delfini e fanno sgorgare l’acqua dai seni abbondanti, sono certamente molto belle e trasmettono una certa sensualità. A guardarle bene però, si nota che i loro visi non sono molto femminili, anzi sono visi duri : questo perché pare che come modello furono usati degli aiutanti del fonditore ai cui corpi vennero ‘aggiunti’ i seni in fase di fusione. Che sia leggenda o meno, è certo che queste quattro sirene rappresentano i quattro continenti conosciuti allora, attraverso i loro fiumi più importanti: Danubio, Nilo, Gange e Rio delle Amazzoni. Ai piedi di Poseidone ci sono quattro putti che giocano con dei delfini. Questi bronzetti rappresenterebbero il popolo bolognese e questo spiegherebbe perché non sono tutti maschi: due statue hanno infatti un fiocchetto in testa ed i genitali femminili, lo avete mai notato? Infine, sulla cima di tutto, ecco lui : il Nettuno. Il dio del mare, fiero, energico, determinato, con la mano sinistra ferma il vento, con la mano destra pianta nel suolo il tridente, ripreso dalla Maserati come logo, per calmare il mare mentre da quasi 500 anni il suo sguardo sicuro controlla la piazza ai suoi piedi. Tra l’altro, pare che il Gianbologna abbia fatto un paio di giri attorno al basamento di marmo cercando la maniera migliore per rappresentare il Nettuno e, dato che grazie a questa statua partì la fortuna dell’artista, a Bologna è rimasta la tradizione di fare due volte un giro in senso antiorario attorno alla fontana prima di un esame universitario importante, per scaramanzia.


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